Nuova generazione
La qualità del legno è un numero
Il LucchiMeter misura con gli ultrasuoni la velocità del suono nel legno di risonanza: il numero che in tutto il mondo chiamano «valore Lucchi».
Il cognome che è diventato una misura
Nel 1983, a Cremona, il maestro archettaio Giovanni Lucchi cercava un modo oggettivo per scegliere il Pernambuco dei suoi archi. Lo trovò misurando la velocità con cui il suono attraversa il legno: una grandezza fisica precisa, espressa in m/sec, rilevata in modo non distruttivo con due sonde a ultrasuoni.
Quarant'anni dopo, archettai, liutai e costruttori di chitarre di tutto il mondo chiamano quella velocità «valore Lucchi». Resta, a tutti gli effetti, la velocità del suono — ma porta il nome di chi ha insegnato al mondo a misurarla.
Come scegli il legno, oggi?
A occhio. A peso. Picchiettando la tavola e ascoltando. Per esperienza. Eppure due tavole che allo sguardo sembrano identiche possono trasmettere il suono in modo del tutto diverso — e spesso te ne accorgi solo a strumento finito, quando ormai è tardi.
Il LucchiMeter misura quella differenza prima ancora di lavorare il legno: su tavole, bacchette, tronchi interi e strumenti finiti.
Il legno più rigido non è il migliore
L'istinto dice: più il legno è duro e rigido, meglio suona. Non è così. La rigidità — il modulo di Young — misura la forza del materiale, non la sua capacità di vibrare e restituire armonici. Ciò che conta è la velocità del suono.
Tu chi sei?
Archettai
Selezionare il Pernambuco per gli archi — scattante, ricco di armonici. È il campo in cui il LucchiMeter è nato, nel 1983.
Liutai
Abete per il piano armonico, acero per fondi e fasce. Velocità longitudinale e trasversale per leggere la struttura del legno.
Costruttori di chitarre
Top in abete o cedro, fondi in palissandro o acero: criteri ripetibili per confrontare partite diverse di legno.
Cosa dicono di noi
Due edizioni, una misura
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